Cosa fa

Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione scolastica, quindi ne ha la rappresentanza legale, ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio offerto all’utenza.

Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane, in particolare il dirigente organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza ed efficacia formativa ed è anche titolare delle relazioni sindacali.

Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed amministrative, il dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed è coadiuvato dal direttore dei servizi generali ed amministrativi, che sovrintende con autonomia operativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi e generali dell’istituzione scolastica, coordinando il relativo personale A.T.A. posto alle sue dirette dipendenze.

L’organizzazione della scuola dell’autonomia comporta di conseguenza che le due figure monocratiche il dirigente e il direttore diventino un costante punto di riferimento per l’intera comunità scolastica attraverso le proprie competenze e la propria autorevolezza.

La Legge n. 59 del 1997, la cosiddetta legge Bassanini precisamente all’articolo 21, conferisce alle istituzioni scolastiche, autonomia dal punto di vista organizzativo, didattico, amministrativo e finanziario.

L’autonomia deriva in prima istanza dal conferimento alle scuole di personalità giuridica, che consente loro in quanto tali di diventare titolari di rapporti giuridici.

Per meglio comprendere la parola autonomia, sarebbe opportuno capirla nelle sue varie sfumature:

  1. Autonomia organizzativa è la capacità delle singole istituzioni scolastiche autonome di realizzare la flessibilità, la diversificazione, l’efficienza e l’efficacia del servizio scolastico, l’integrazione e il miglior utilizzo delle risorse umane e finanziarie e delle strutture, l’introduzione di tecnologie innovative e il coordinamento con il contesto territoriale di riferimento;
  2. Autonomia didattica è la capacità di perseguire gli obiettivi generali e particolari del sistema nazionale d’istruzione nel rispetto della libertà d’insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte dell’utenza – famiglie e del diritto di apprendere da parte degli studenti. In quest’ottica strategica, la legge obbliga le scuole di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.);
  3. Autonomia amministrativa deriva dal decentramento amministrativo avvenuto all’interno dell’organizzazione degli Uffici Scolastici Regionali e dei Centri dei Servizi Amministrativi, che hanno competenza a livello provinciale;
  4. Autonomia finanziaria, le risorse finanziarie ed economiche di ciascun’istituzione scolastica per il funzionamento amministrativo e didattico sono utilizzate senza vincolo alcuno di destinazione, sennonché quello previsto per l’utilizzazione per lo svolgimento delle attività istituzionali di istruzione, formazione e orientamento a seconda dell’ordine e del grado dell’istituzione scolastica.

Servizi

Servizi di cui la struttura è responsabile

Organizzazione e contatti

Strutture dipendenti